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Posizione e confini E' la parte superiore del corso del torrente Avisio, affluente del fiume Adige, che va dalla sorgente, ai piedi dei versanti nord della Marmolada, fino alla strozzatura della valle, tra le confluenze del rio S. Pellegrino e del rio Travignolo. Le sorgenti dell'Avisio sono imbrigliate da un bacino artificiale idroelettrico della capacità di circa 16 milioni di mc. (diga di Fedaia). La valle di Fassa, da una iniziale direzione est-ovest, presso Alba, incomincia a descrivere un ampio semicerchio fino a Mazzin, da dove assume la costante direzione di nord-sudovest fino a Moena ed oltre. La Val di Fassa occupa l’estremità nord orientale del Trentino, ai confini con le province di Bolzano (a nord-ovest) e di Belluno (ad est). Il confine a sud con la Val di Fiemme non è geograficamente marcato, ma si usa farlo coincidere con il confine linguistico ladino a sud di Moena. Di fatto Moena sin dall’epoca medioevale fece parte della Magnifica Comunità di Fiemme, un tempo sottoposta alla giurisdizione dei Principi Vescovi di Trento mentre Fassa era assoggettata ai Principi Vescovi di Bressanone. I Comuni Sono 7 i comuni della Val di Fassa, questi sono Canazei, Campitello, Mazzin, Pozza, Vigo, Soraga, Moena. Il Paesaggio La caratteristica geologica del suolo (alternanza di rocce organogene con rocce vulcaniche) e gli effetti dell'erosione terziaria e quaternaria hanno creato l'inconfondibile paesaggio dolomitico di Fassa. Qui le catene montuose si sollevano quasi improvvisamente dai declivi degli alti pascoli o direttamente dagli zoccoli boscosi ora a forma di massicci tabulari o di enormi piani inclinati, ora come fantastici castelli con guglie e torrioni. Al severo aspetto delle rocce dolomitiche fanno contrasto i dossi più arrotondati dei monti di origine vulcanica e le selle prative dei valichi. Le montagne La valle è di antichissima origine fluviale, scavata cioè originariamente dal torrente principale l’Avisio e dai suoi affluenti. A destra delle sorgenti dell’Avisio di fronte alla Marmolada si trova la catena vulcanica del Padon. Nei pressi del Passo Pordoi ed attraverso lo scoglio corallino del Sass Becé la catena dal Padon va a confinare con il gruppo del Sella che raggiunge la sua massima elevazione nel Piz Boé (m. 3151). La struttura di questo gruppo dolomitico è tozza , quasi cubica.La parte superiore del massiccio culmina in un vasto altopiano Piz Boé che spicca sopra un paesaggio d’alta quota senza vegetazione e quasi lunare.Verso la Val di Fassa il gruppo si apre nella selvaggia Val Lasties. Il passo Sella separa l’omonimo gruppo dall’atollo corallino del Sassolungo. La lunga Cresta di Siusi, detta anche Cresta Nera, per l’origine vulcanica, collega il Sassolungo con la Catena del Catinaccio. A sud il gruppo è separato dal Latemar per mezzo del valico di Carezza-Costalunga. Si usa dividere questo gruppo in due parti: la catena principale che ha nella Cima Catinaccio (m. 2981) la sua massima elevazione con uno sviluppo complessivo di circa 9 km. La seconda parte del Catinaccio è rappresentata dal grande massiccio nord-orientale compreso tra l’Alpe di Tires, la Val Duron e la Valle del Vajolet che ha la sua cima più alta nel Catinaccio d’Antermoja (m. 3004). Il gruppo della Marmolada è il più vasto dei gruppi dolomitici dell’area occidentale il cui nucleo principale è costituito dalla grande muraglia corallina che corre dai fianchi ovest del Vernel fino ai margini est del Pizzo Serauta con uno sviluppo totale di circa 7,5 km. avente la sua massima elevazione nel Marmolada con i suoi 3342 m. Dal Passo Ombretta si dirama verso sud l’insieme delle Cime d’Ombretta e del Sasso Vernale, che al Passo Ombrettola si saldano con la Cresta dei Monzoni e la Valaccia. Questa catena è lunga quasi 16 km. e la Punta dell’Uomo supera i 3000 m. Da essa in corrispondenza del Pass Pasché, si protende verso nord-ovest il crinale di Col Ombert che va a saldarsi oltre la cresta del Passo di San Nicolò con il massiccio del Colac (2715 m.). Al gruppo della Marmolada si è soliti assegnare anche il gruppo vulcanico del Buffaure che ha nella Crepa Neigra (2534 m.) la sua massima elevazione. Accessi alla Valle L'accesso principale alla Valle di Fassa, per chi proviene da nord, è costituito dalla strada statale n°241 della val d'Ega che dall' uscita dell' autostrada Bolzano nord all'imbocco della valle d'Isarco, raggiunge il passo di Costalunga (mt.1753) per poi innestarsi a S. Giovanni nel fondovalle di Fassa. Questa è la famosa arteria turistica denominata la "Grande strada delle Dolomiti", che congiunge Bolzano con Cortina d'Ampezzo. Altro collegamento importante con la cal D'Adige ed usato di solito come via più scorrevole dai turisti che provengono da sud è la strada statale n°48 delle Dolomiti, che si incontra all'uscita dell'Autostrada del Brennero A22 all'uscita Egna/Ora. Attraverso la sella del Passo di S. Lugano (1101 mt.), entra in val di Fiemme ed indi in val di Fassa. Altri accessi alla valle di Fassa da sud sono rappresentati dalla strada provinciale lFersina - Avisio che collega la strada statale n°47 della Valsugana (bivio nei pressi di Civezzana) con la statale n°48 delle Dolomiti (bivio di Castello di Fiemme(mt.963). SI accede in Val di Fassa provenendo da ovest attraverso il valico del Rolle (mt.1970), lungo la strada statale del Grappa e del Rolle oppure per il Vvalico di S.Pellegrino (mt.1918) che congiunge Moena con l'Agordino. Altre vie di accesso alla Valle sono 3 passi a cui vale la pena dedicare alcune righe: - Il Passo Pordoi (mt.2239) percorrendo da Canazei la tortuosa quanto panoramica Strada delle Dolomiti, caratterizzata da ben 28 tornanti, si raggiunge il Passo Pordoi che delimita il confine tra la provincia di Trento e quella di Belluno. Poco oltre il passo sorge lo storico Hotel Pordoi, costruito nel 1905, prima struttura alberghiera ad essere costruita su questo tratto di strada dolomitica che partendo da Bolzano portava a Cortina. Dal passo, si ha rapido accesso al Gruppo del Boé per mezzo della modernissima funivia, che in pochi minuti raggiunge i 2950 m. del Sass Pordoi, incredibile terrazza naturale dalla quale lo sguardo può spaziare a 360° su tutto l'arco alpino. Da qui, d'inverno, si può affrontare l'impegnativa discesa dell'omonima forcella oppure scendere lungo l'impervia Val Lasties (data la particolarità di questi percorsi, essi sono da affrontare solo quando condizioni di innevamento lo permettano) altrimenti immettersi in pochi minuti nella skiarea Belvedere, scendere verso Arabba e proseguire quindi per il Sellaronda. D'estate il Passo Pordoi e le montagne che lo circondano sono un vero paradiso per alpinisti ed escursionisti che amano inoltrarsi nel cuore di questo incredibile gruppo montuoso dallo scenario lunare. Ma non va dimenticato che nell’immaginario collettivo il Passo Pordoi è anche e soprattutto grande ciclismo ovvero la più classica delle tappe dolomitiche del Giro d’Italia. E' il più importante dei passi dolomitici e la quota più alta della grande strada turistica Bolzano - Cortina d'Ampezzo. Costituisce lo spartiacque tra la testata della valle di Livinallongo e la valle di Fassa (solco laterale dell'Antermont). Il valico è una sella prativa stretta tra il Sasso Pordoi (mt. 2950) e il bastione più meridionale del Sella, e l'isola calcarea del Sass Becé (mt.2538). A nord dopo il Sasso Pordoi, l'incisione profonda della Forcella Pordoi (mt.2849), la Cima Forcia (mt.2923) e più oltre i torrioni meridionali del massiccio del Sella. Attraverso il solco vallivo di Livinallongo, oltre la cresta Settsass (mt.2561) e del Col di Lana (mt.2462), ampia visione sulle dolomiti di Fànes (mt.2989), le Tofane (mt.3244), il monte Averàu (mt.2648). - il Passo Sella (mt.) Mette in comunicazione la Valle di Fassa con la Val Gardena lungo la strada statale 242, che in 12 km porta da Canazei al passo, situato su una sella erbosa che separa il gruppo del Sassolungo dal gruppo del Sella. E' dominato dalle splendide Torri del Sella e dalla barriera delle Mesules, ma ciò che di fatto caratterizza il panorama del Sella è il gruppo del Sassolungo con i suoi 3181 m. La zona del Passo Sella offre sia d'inverno che d'estate vari accessi ai principali nodi per escursioni sciistiche e gite escursionistiche di ogni livello e difficoltà. - Passo Fedaia (m. 2054) si raggiunge dopo aver superato l'abitato di Penia ultima frazione abitata del comune di Canazei e Pian Trevisan, verdeggiante radura al cospetto del Vernel. Il nome Fedaia deriva dal latino “feda” ossia pecora. Sin dall’antichità il passo della Fedaia ed il sottostante Pian Trevisan hanno costituito un’importante via d’accesso alle valli dell’Avisio e quindi dell’Adige. Un tempo il Pian di Fedaia costituiva l’alpeggio di Canazei. Adesso quest’area è caratterizzata dalla presenza dell'imponente bacino artificiale delimitato dalla diga che sbarra la testata della valle dell'Avisio, dando origine ad un lago lungo quasi 2 km. Il Passo Fedaia, al cospetto del ghiacciaio della Marmolada, la Regina delle Dolomiti, è molto frequentato sia d'estate che d'inverno. Sul versante sud della Marmolada, si trova infatti una famosa zona sciistica molto frequentata in primavera e servita da un'unica cabinovia che regala panorami ineguagliabili. Questo è un vero paradiso per gli appassionati dello sci fuori pista e per le salite con le pelli di foca, mentre in estate è meta obbligatoria per escursionisti appassionati di percorsi e tracce lungo la linea di fuoco italo-austriaca. A ricordo dell’importanza di questi luoghi nelle vicende belliche è stato recentemente aperto un interessante museo storico nei pressi del rifugio “Alla Seggiovia”. L’idrografia Principe di tutti i corsi d’acqua della valle è l’Avisio (la Vèis in ladino), che nasce dal ghiacciaio della Marmolada, oggi, dopo la realizzazione della diga della Fedaia, dal bacino artificiale stesso. Attraversa tutta la valle e procede nel suo percorso, Valle di Fiemme e Valle di Cembra, sfociando infine nell’Adige, nei pressi di Lavìs (altro nome derivato dal torrente) poco a nord di Trento. Accoglie sulle sue sponde diversi torrenti e rivi, per lo più dal corso piuttosto breve e impetuoso che oggi sono stati opportunamente irreggimentati e ciò è accaduto anche per l’Avisio. fonte Apt Val di Fassa |
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